Relazione attività IVASS anno 2021

Relazione attività IVASS anno 2021

La Relazione annuale sull'attività svolta dall'IVASS nel 2021 è stata presentata dal Presidente Luigi Federico Signorini il 28 giugno 2022 a Roma.

“L’anno scorso la relazione dell’IVASS dava conto degli effetti economici e patrimoniali della pandemia sul mondo delle assicurazioni; quest’anno commenteremo l’uscita del sistema (per ora almeno!) dall’emergenza pandemica, e i nuovi rischi che si stanno determinando.”

Durante la lunga emergenza sanitaria, il sistema assicurativo italiano ha dato nel complesso prova di una posizione robusta, anche tenuto conto degli episodi di volatilità che hanno caratterizzato i mercati finanziari.

“Nel 2020- afferma il Presidente- come ognuno ricorda, la pandemia causò un repentino aumento degli spread italiani che, interagendo con il livello molto basso della curva dei tassi privi di rischio, incise significativamente, seppure in modo temporaneo, sull’indice di solvibilità delle compagnie assicurative; al tempo stesso, per le ragioni che esposi in questa sede l’anno passato e sulle quali non torno, ebbe un effetto positivo sugli utili. Alla fine dell’anno, superate le forti oscillazioni che avevano contraddistinto soprattutto il primo semestre, l’indice di solvibilità medio risultò pari al 243%. Esso è salito al 257% alla fine di marzo del 2021, per poi rimanere pressoché stabile fino a dicembre. Nel corso del 2021 nessuna impresa assicurativa è scesa al di sotto della soglia regolamentare del 100%; solo in rari casi sono stati osservati indici inferiori a 130.

Le difficoltà sono tornate a infittirsi negli ultimi mesi. Le analisi che l’IVASS ha condotto inducono a considerare gli effetti della crisi per il settore con tutta l’attenzione necessaria, ma per il momento senza allarme.

Per quanto riguarda, il conflitto tra Russia e Ucraina, queste le considerazioni del Presidente: “ha reso necessario innanzitutto verificare le esposizioni delle imprese assicurative italiane verso emittenti di quei paesi, che sono tuttavia risultate ridotte e non tali da determinare situazioni di instabilità per singoli operatori ovvero per il mercato. Sono contenute anche le esposizioni verso quei settori che, per ragioni connesse al conflitto (in particolare le sanzioni adottate nei confronti della Russia), ovvero per la loro maggiore dipendenza da fonti di energia tradizionali, potrebbero esserne più colpiti.

In sintesi: l’effetto delle tensioni di mercato sull’indice di solvibilità non è stato finora particolarmente ampio, anche perché il rialzo dei tassi agisce (seppure in modo e con intensità diversi) su entrambi i lati del bilancio assicurativo. In ogni caso, il buon livello di patrimonializzazione di partenza ha agito come cuscinetto. Invece, le ripercussioni del rialzo dei prezzi sul conto economico delle compagnie potranno essere piuttosto sensibili. Si comincia anche ad avvertire qualche riflesso della volatilità di mercato sui profili di liquidità della gestione dei prodotti assicurativi di investimento, sebbene finora entro limiti ampiamente gestibili.”

Per gli aspetti patrimoniali, invece, “il conflitto tra Russia e Ucraina e le sue possibili ricadute sul sistema economico finanziario hanno reso necessario mantenere in funzione il monitoraggio tempestivo degli indici di solvibilità stabilito durante la pandemia. Abbiamo quindi chiesto alle compagnie e ai gruppi di continuare a fornirci aggiornamenti mensili.”

I principali numeri delle assicurazioni in Italia

In Italia operano 90 imprese di assicurazione nazionali e 4 rappresentanze imprese extra SEE (86% dei premi totali).

Sono autorizzati 237.1936 Intermediari di Assicurazione, di cui:

  • Iscritti in sezione A n° 11.986,
  • Iscritti in sezione B – Broker n° 5.681,
  • Iscritti in sezione E- Rete Subagenziale n°200.114.

In Italia sono autorizzate a operare imprese SEE di assicurazione e riassicurazione con 91 rappresentanze e 884 imprese in libera prestazione di servizi, che raccolgono il 14% dei premi.

Le imprese vigilate dall’IVASS

La raccolta vita cresce del +4,5% rispetto all’anno precedente e avviene per il 56% tramite sportelli bancari e postali, il 24,6% tramite agenzie e il 17% tramite promotori. Il 58,89% riguarda polizze vita rivalutabili e il 37,6% polizze unit linked.

La raccolta danni cresce del +1,9% rispetto all’anno precedente e avviene per il 77,3% tramite agenzie, il 9,3% tramite broker, 8,2% tramite sportelli bancari, postali, e promotori e il 5,2% tramite vendita diretta. Il 44,7% riguarda polizze auto, il 19,47% assicurazioni su immobili, il 18,89% sulla salute, e il 10,2% per copertura della RC Generale.

In percentuale del PIL i premi sono il 6% per i rami vita e 1,9% per rami danni. L’Italia è il 78° paese OCSE per rilevanza del settore vita rispetto al PIL ma solo il 22° per i premi danni.

Le imprese assicurative italiane detengono fondi propri per 2,5 volte il requisiti minimo: le imprese miste hanno più capitale (2,6 volte) rispetto a quelle vita (2,3) e danni 2,2.

Gli investimenti delle imprese di assicurazione, esclusi gli attivi per contratti index e unit linked ammontano a 809,7 mld di euro (-0,6% rispetto all’anno prima). Il 50,9% sono i titoli di stato e il 32,9% in obbligazioni societarie e quote di OICR.

Gli investimenti degli assicurati per contratti index e unit linked ammontano a 232,7 mld di euro (+18,5% rispetto all’anno prima)

Le imprese hanno pagato agli assicurati 76,3 miliardi di euro per capitali e rendite e riscatti nei rami vita e 19,8 miliardi a fronte di sinistri e rami danni.

Il ramo RC Auto

Per le autovetture, il premio medio ammonta a 379 euro (-4,7% sull’anno prima) Sono assicurativi 32,5 milioni di veicoli, su cui si registrano 1,7 milioni di sinistri (1,4 milioni nel 2020) per un costo medio di 4.516 euro. Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio ammonta a 249 euro (-3,8%). Sono assicurati 4,2 milioni di veicoli, su cui si registrano 125 mila sinistri (103 mila del 2020) per un costo medio di 6.671 euro.

Il sistema di risarcimento diretto CARD per la RC Auto consente dal 2007 al conducente non responsabile di un sinistro di essere liquidato con maggiore rapidità direttamente dalla propria compagnia. Il sistema ha liquidato il 77% dei sinistri accaduti nel 2021 (43% degli importi)

I sistemi telematici installati sul veicolo registrano chilometri percorsi e stili di guida. Il 21,5% delle polizze RC Auto stipulate prevede una scatola nera, con effetti di riduzione del premio.

I risparmi per sventare frodi nella RC Auto sono stati pari a 247 milioni di euro, derivanti da circa 42 mila sinistri (-10% rispetto all’anno precedente) per cui le valutazioni svolte dalle imprese hanno individuato tentativi di frode.

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