Inauguriamo questo appuntamento settimanale, "Patrimonio Immobiliare Assicurativo", per raccontare tutto il patrimonio imobiliare del mondo assicurativo. Un insieme di antico e moderno, un incastro di forme architettoniche diverse, l'insieme della storia antica, moderna, e della storia che stiamo costruendo proprio in questo momento, raccontiamo dei tasselli di un puzzle della nostra storia.

Inauguriamo il nostro appuntamento con la sede dell'IVASS -Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni- Palazzo Galloppi-Volpi.

 

Palazzo Volpi: cenni storici

Palazzo Volpi, a Roma, è la sede attuale dell'IVASS- Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni.

L'IVASS nasce per garantire l'adeguata protezione degli assicurati e degli aventi diritto alle prestazioni assicurative attraverso il perseguimento della sana e prudente gestione delle imprese di assicurazione e riassicurazione e della loro trasparenza e correttezza nei confronti della clientela. L'Istituto presegue la stabilità del sistema e dei mercati.

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Il Palazzo Vopi sorge all'incrocio tra le antiche via Felice e via Pia (oggi via delle Quattro Fontane e via del Quirinale), accanto al Palazzo del Quirinale.

Il Palazzo Volpi si ritrova nella Città Storica interna alle Mura Aureliane, dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'Umanità.

Palazzo Galloppi Volpi, chiamato così perchè ha avuto ben due proprietari

Il primo è la famiglia Galloppi, che ha commissionato il palazzo all'inizio Settecento.

Fu poi acquistata dalla famiglia Santovetti e, nel primo dopoguerra, dal conte Giuseppe Volpi per Misurata, aristocratico veneziano, insieme alla proprietà di Crawshay su via delle Quattro Fontane. I due edifici furono ristrutturati in modo tale che le terrazze panoramiche e i giardini pensili offrissero la vista sui giardini del Quirinale e sull'interno del centro storico di Roma.

Uno stile completamente veneziano: ornamenti e stucchi dorati, soffitti lignei e un salone con marni policromi, una presenza del verde storico dei giardini interni, palme secolari e glicine monumentale.

La facciata ha, invece, una decorazione tardo- barocca, dove ricorre il motivo del gallo e della stella a otto punti, elementi araldici della famiglia Galloppi; nel portale, invece, è presente una volpe rampante, una stella e una mezzaluna, simbolo degli ultimi proprietari, il conte Volpi.

Nel sottosuolo del Palazzo Galloppi Volpi sono visibili presenze archeologiche con resti delle Mura Serviane.

Il fascino delle Quattro Fontane

Il Palazzo Galloppi Volpi si trova proprio all'incrocio della Via delle Quattro Fontane.

Il complesso delle Quattro Fontane, tra la Strada Pia (rinominata in seguito via XX Settembre e Via del Quirinale) e la Strada Felice (le attuali via delle Quattro Fontane e Via Sistina) fu promosso da Papa Sisto V, sotto il suo breve pontificato (1585-1590). Proprio per la loro posizione nel quadrivio, il complesso prende il nome di "Quattro Fontane". La Strada Felicia e la Strada Pia furono entrambe volute dai papi dal quale presero il nome:

-La strada Felicia fu voluta da Sisto V, al secolo Felice Peretti, per collegare la Chiesa di Santa Croce in Geruselemme con Trinità dei Monti, passando per la Basilica di S. Maria Maggiore. Oggi la strada è stata suddivisa in Via Quattro Fontane, Via Sistina, Via A. Depretis.

-La Strada Pia fu invece ricostruita e ampliata da Pio IV per collegare il Palazzo del Quirinale, sede papale, con Porta Pia, e dopo l'Unità d'Italia, divisa in via XX Settembre e Via del Quirinale.

Le fontane erano semipubbliche, alimentate dall'Acquedotto Felice, volute da papa Sisto V, ma costruite a spese dei proprietari terrieri limitrofi, Muzio Mattei, Antonio Grimani e Giacomo Gridenzini, in cambio di concessioni gratuite sull'acqua, proveniente dall'acquedotto Felice.

L'opera fu costruita tra il 1588 e il 1593, ricavando uno spazio dagli angoli dei palazzi:

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Il complesso è costituito da 4 Fontane:

  • due figure maschili, Tevere e Arno;
  • due figure femminili, Giunone e Diana.

Le due figure maschili simboleggiano Roma e Firenze; le femminili la forza e la fedeltà.

Ogni figura è sdraiata su un fianco. Tevere e Giunone sono le figure più decorate; Arno ha dei piccoli rilievi a carattere naturale; Diana è impreziosita da alcuni dettagli religiosi che richiamano le insegne di Papa Sisto V.

Il disegno di Tevere, Arno e Giunone è stato attribuito a Domenico Fontana, Diana a Pietro Da Cortona.

Le fontane hanno subito diversi restauri: nel 1936 si assiste ad un cambiamento radicale, con la costruzione del Palazzo Romano dei Beni Stabili di Vittorio Morpugo che ha inglobato la fontana di Diana.

Contatti sede Palazzo Volpi, sede IVASS

Palazzo Volpi si trova in via del Quirinale, 21 Roma.

Telefono: +39 06 42 1331

Fax: +39 06 42 133 206

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