| FRANCHIGIA-SCOPERTO | Clausole contrattuali che limitano, sul piano quantitativo, la garanzia prestata dall’assicuratore facendo sì che una parte del danno rimanga a carico dell’assicurato.
La franchigia, di regola espressa in cifra fissa o in percentuale, si applica sulla somma assicurata, ed il suo ammontare è quindi definibile a priori. Essa si differenzia proprio per questo dallo scoperto, in quanto quest’ultimo, espresso in percentuale, si applica sul danno, ed il suo ammontare non è quindi definibile a priori.
ESEMPIO
Nel caso in cui un soggetto assicuri la propria abitazione, valutata 200 milioni, contro il rischio di incendio, può essere stabilita, nella polizza di assicurazione, una franchigia pari a 10 milioni o, in alternativa, pari al 5% del valore assicurato (ossia il 5% di 200 milioni, che equivale a 10 milioni). In questo caso, se il danno subito dall’assicurato è inferiore o uguale alla franchigia (10 milioni), l’assicuratore non versa alcun indennizzo. Se il danno subito dall’assicurato è superiore alla franchigia, l’indennizzo corrisposto dall’assicuratore varia a seconda che si sia in presenza di una franchigia assoluta o di una franchigia relativa.
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Valore assicurato
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200
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Franchigia
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10
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Danno subito
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10
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Danno indennizzato
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0
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Nell’ipotesi invece che una persona assicuri la propria abitazione contro il rischio di incendio per un valore di 200 milioni e che sia previsto uno scoperto del 10%, se si verifica un sinistro e il danno è valutato in 50 milioni, lo scoperto sarà pari a 5 milioni (ossia il 10% di 50 milioni) e l’indennizzo versato dall’assicuratore sarà pari a 45 milioni (50 – 5 milioni).
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Valore assicurato
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200
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Danno subito
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50
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Scoperto
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5 (10% di 50)
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Danno indennizzato
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45 (50 – 5)
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