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Dovrebbe arrivare già in questa settimana il verdetto dell'Antitrust sulla fusione fra Unicredit e Capitalia, decisivo dopo il disco verde ottenuto da Bankitalia. Questo, anche se il termine ultimo per la chiusura dell'istruttoria è fissato al 7 ottobre.
Acquisito il parere favorevole dell'Isvap, che ha esaminato il dossier per il profilo assicurativo che riguarda in generale l'attività del gruppo nel settore bancassurance e, in particolare, le ricadute su Generali, l'Autorità guidata da Antonio Catricalà si esprimerà, con ogni probabilità, per un disco verde condizionato alla cessione di un numero di sportelli tale da scongiurare il costituirsi di una posizione dominante. "Ragionevole ottimismo" è stato espresso nei giorni scorsi dal vice direttore generale di Piazza Cordusio e Ad pro-tempore di Capitalia, Paolo Fiorentino. "Non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale, ma le prime indicazioni che abbiamo avuto durante i contatti con l'Antitrust inducono ad un ragionevole ottimismo", ha spiegato nel corso di una conference call sulla semestrale della banca romana, rispondendo a chi chiedeva se fosse verosimile la stima circolata di 200 sportelli da cedere. Altrettanto distese le valutazioni in merito ai legami azionari con Mediobanca e, a cascata, su Generali: "non ci aspettiamo che l'Antitrust cambi, nella sostanza, la posizione assunta autonomamente dal gruppo all'indomani dell'annuncio dell'operazione". Il riferimento è alla decisione annunciata al mercato di cedere la quota eccedente il 9,3% in Piazzetta Cuccia, anche se la banca avrebbe manifestato nel frattempo la disponibilità a scendere fino all'8,6%, e all'impegno a sterilizzare il voto dei consiglieri di UniCredit presenti nel Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca. Questo significa che sia il presidente della banca, Dieter Rampl, sia il vicepresidente, Fabrizio Palenzona, dovranno astenersi quando il cda del gruppo bancario discuterà questioni assicurative, anche quelle inerenti strategie che si ripercuotono su Generali. |