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Si sono dati appuntamento a Bologna gli agenti del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, dove martedì 22 maggio si sono ritrovati per dibattere sulle più stringenti problematiche della professione, dal plurimandato, all'indennizzo diretto, alla fine delle polizze decennali.
Motivo centrale della discussione: l'eliminazione dell'esclusiva dai mandati agenziali.
Una misura che permetterà di offrire polizze di più compagnie nei rami danni e che, secondo gli agenti, andrà a vantaggio dei consumatori che potranno scegliere con più facilità la soluzione più consona alle loro esigenze.
L'obiettivo dichiarato dalla novità normativa è di favorire la concorrenza, attraverso una spinta che, almeno in teoria, dovrebbe consentire alle compagnie più dinamiche, di modernizzare il mercato, rompendo magari quella catena chiusa a doppia mandata che fa dei maggiori conglomerati finanziari i reali controllori del mercato nostrano.
Non manca di costituire qualche fonte di preoccupazione la rescindibilità delle polizze poliennali, che lascia il cliente libero di disdire i contratti assicurativi, prima della loro scadenza naturale. Secondo gli agenti "il problema non è tanto legato alla legittimità della norma, perché se deregulation deve essere, è necessario che essa sia estesa innanzitutto ai clienti, quanto piuttosto, da un lato, circa gli effetti economici che l'annualizzazione dei portafogli possa generare sulle agenzie e sulle sottoreti distributive e quindi quali possano essere i correttivi capaci di salvaguardare l'equilibrio generale". L'appuntamento bolognese è stata anche l'occasione per mettere a fuoco le relazioni con le compagnie. Compagnie che non hanno certo mutato il loro atteggiamento verso la rete agenziale. Anzi, dopo l'introduzione dell'indennizzo diretto hanno accentuato la tendenza a scaricare sugli agenti il costo amministrativo e gestionale derivante dalla nuova procedura. "Anche in questo caso - spiega lo Sna - il contenzioso non risiede nel merito, in quanto gli agenti hanno per anni spinto affinché la clientela venisse liquidata dalla propria compagnia di assicurazione, anche perché ciò esalta la funzione consulenziale post-vendita dei punti vendita agenziali, ma nell'indisponibilità dimostrata dalle imprese a riconoscere la giusta remunerazione ai propri agenti per l'attività aggiuntiva da essi prestata". |