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Agenti e broker: ecco le categorie più soddisfatte dalla conversione in legge del decreto del ministro alle Attività produttive Pier Luigi Bersani che introduce una serie di liberalizzazioni nel paludato mercato delle polizze.
In particolare, sono due le novità normative che raccolgono gli applausi convinti degli intermediari: la fine del vincolo della durata decennale per le polizze del settore danni e l'estensione del plurimandato agenziale alle assicurazioni danni. «E una scossa epocale per il mercato: poter cambiare assicuratore senza vincoli pluriennali aumenta la vivacità del settore a tutto vantaggio degli assicurati e delle stesse compagnie», afferma Andrea Scagliarini, presidente Aiba, associazione che rappresenta oltre il 75% dei broker italiani che da vari lustri si batteva contro questo genere di contratti. Non c'è dubbio: la legge Bersani sulle liberalizzazioni mette la parola fine a un'anomalia tipicamente italiana: solo nella penisola, infatti, le compagnie potevano offrire polizze con il vincolo decennale di durata. Ciò non sarà più possibile e gli assicurati potranno disdire il loro contratto, di anno in anno, senza costi e scegliere liberamente le soluzioni via via più vantaggiose. Vittoria anche per gli agenti: il plurimandato che dalla rcauto è stato esteso a tutti i rami danni, ridisegna i rapporti tra agenti e compagnie, considerato che, attualmente, la rete distributiva è composta per circa il 90% circa da agenzie con mandato di esclusiva. «Gli agenti italiani raggiungono dopo oltre dieci anni di battaglie un importante traguardo non soltanto per le migliori condizioni di lavoro che scaturiranno dalle nuove disposizioni, ma anche e soprattutto per gli effetti positivi che avranno sul mercato», afferma Tristano Ghironi, alla guida dello Sna, il Sindacato nazionale agenti. La caduta e il divieto delle clausole di esclusiva di marchio che vincolavano l'agente di assicurazione a promuovere i prodotti di una sola compagnia mandante, costituisce una importante ed efficace misura di liberalizzazione del mercato assicurativo. Per gli agenti è un'occasione per garantire un servizio in più ai clienti e cercare un recupero della redditività agenziale ridimensionata dalle strategie delle imprese improntate al taglio delle provvigioni. Ma il plurimandato per l'agente è una facoltà e non un obbligo. Si vedrà quindi alla fine quanti seguiranno questa strada e quanti invece preferiranno continuare a lavorare con una sola compagnia.
Vincenzo Giudice Fonte: http://www.snaservice.it |