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La Rivoluzione delle Polizze

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Scritto da Redazione su Fonte: Milano Finanza   
martedì 03 aprile 2007

Il decreto Bersani bis e il nuovo Codice avvieranno la riforma della RCA e il modo di trattare gli assicurati. Consob e Bankitalia al posto dell'Isvap.

Con l'approvazione di giovedì 29 al senato del decreto Bersani bis si è chiuso l'ultimo atto di un processo di riforma del settore assicurativo che si può definire epocale. In meno di un anno il nuovo Codice delle assicurazioni, il regolamento dell'Isvap, i due decreti Bersani hanno creato le condizioni per cui niente o pochissimo resterà come prima. La legge n. 990 sull'assicurazione obbligatoria è datata 1969 e ha rappresentato il primo passaggio a una nuova era: quella del risarcimento a favore di chi subiva un incidente stradale. I prezzi delle polizze erano amministrati, calmierati cioè da un controllo governativo che passava col contagocce le richieste di aumento tariffarie delle compagnie. E gli aumenti viaggiavano a una sola cifra.

La liberalizzazione delle tariffe. Le compagnie, per controbilanciare, cominciarono a lesinare i soldi dei risarcimenti liquidando i sinistri in tempi biblici e, spesso, con innumerevoli cavilli. Nel 1995 la Comunità europea decretò la liberalizzazione delle tariffe che ottenne un risultato opposto a quello sperato: non favorì la concorrenza, i prezzi dalla rca continuarono ad aumentare anche in presenza di un minor numero di sinistri, e negli anni si formarono grandi gruppi finanziario-assicurativi che facilitarono il cartello e l'accordo sulle tariffe al punto che l'Antitrust si è trovata a sanzionare molte compagnie per centinaia di miliardi delle vecchie lire.


Il nuovo Codice delle assicurazioni e il risarcimento diretto. La difesa degli utenti e la liberalizzazione del mercato rappresentano la chiave di lettura di una riforma realizzata sostanzialmente in tre modi: nuove regole sul risarcimento degli incidenti, nuove regole sull'utilizzazione della classe di merito e, soprattutto, riforma degli intermediari assicurativi a cominciare da quella degli agenti.

Il risarcimento dei sinistri stradali coinvolge due situazioni: quella del conducente e quella del suo passeggero. Entrambi saranno risarciti dall'assicuratore del veicolo, rapidamente (entro 30, 60 o 90 giorni a seconda delle situazioni) e senza spese extra (parcelle di professionisti dell'assicurato). L'intenzione è lodevole, la pratica, però, potrebbe essere diversa. Intanto è da verificare che l'assicuratore non cavilli sui tempi di liquidazione prendendo a pretesto la mancanza dei documenti che l'assicurato deve presentare (in questi casi i termini si sospendono) e che fornisca davvero ´tutta l'assistenza tecnica necessaria' (potrà farlo, come si chiedono l'Antitrust, le associazioni dei legali e le infortunistiche, anche se questa dovesse ritorcersi contro i suoi interessi nel caso di un contenzioso?). È da verificare anche che il risarcimento in forma specifica dei danni all'auto, cioè con riparazione presso autocarrozzerie convenzionate, non determini, come paventato dalle associazioni dei carrozzieri, situazioni di insoddisfazione nella perfetta riparazione del veicolo. La classe di merito sarà più flessibile: la stessa classe potrà essere utilizzata per un secondo veicolo a seguito di acquisto, nuova immatricolazione o passaggio di proprietà; potrà passare dal marito alla moglie, se in comunione di beni; dall'auto di una società a uno dei soci; potrà essere utilizzata al termine di un contratto di lungo noleggio o in leasing; sarà valida cinque anni nel caso non la si utilizzi in determinati casi.


Il plurimandato degli agenti e la scomparsa delle polizze poliennali. La riforma si è occupata anche della poliennalità delle polizze che ha spesso creato non pochi problemi agli utenti. Da oggi una polizza non potrà più avere la durata di dieci anni. La norma è retroattiva nella misura in cui chi ne avesse già firmata una, potrà disdettarla sei mesi prima di ogni scadenza annuale. Lo scopo è stato raggiunto anche con la modifica dell'articolo 1899 del Codice civile. Sicuramente una vittoria per i consumatori. Sugli intermediari assicurativi il discorso è un po' più lungo. Proviamo a riassumerlo così: gli intermediari non saranno più solo gli agenti o i broker, ma anche i promotori finanziari, le banche e le poste. Tutti dovranno essere obbligatoriamente iscritti ad un pubblico registro Rui. Ma il cambiamento epocale riguarda gli agenti assicurativi che, per legge, dovranno rappresentare più di una compagnia sia per la vendita delle polizze Rca, sia per la vendita delle altre polizze per la persona o per l'azienda. La cosa è vista con estremo favore, oltre che dagli utenti e dalle associazioni dei consumatori, proprio dagli agenti i quali potranno finalmente riscattare un lungo rapporto di sudditanza verso le proprie mandanti che da sempre ha impedito loro una vera attività imprenditoriale. Il portafoglio clienti, per contratto e a causa proprio dell'esistenza delle polizze di lunga durata, era in pratica di proprietà delle mandanti. Plurimandato e scomparsa delle polizze decennali, se da un lato rendono più liberi gli agenti, dall'altro scardinano, però, sicurezze e modelli operativi consolidati da decenni. Le polizze poliennali consentivano agli agenti di incassare le provvigioni di preconto, cioè provvigioni di dieci anni incassate anticipatamente, sulle quali si imperniavano: la rendita garantita (almeno a tempo) per l'agente, la copertura dei costi agenziali, il sostegno della rete commerciale di vendita. È facile, quindi, capire come si possano creare forti squilibri economici nelle agenzie. Specie in quelle più piccole.

Inoltre la scomparsa delle decennali determinerà anche la scomparsa o un forte ridimensionamento della liquidazione di fine mandato dell'agente basata, appunto, sulle polizze di lunga durata. A fronte di questo, il vantaggio della scomparsa della cosiddetta rivalsa, cioè una cifra che la compagnia incassava dall'agente subentrante e che era pari alla liquidazione di fine mandato pagata all'agente uscente.

Oggi, insomma, l'impostazione dell'attività dell'agente di assicurazione è tutta da rivedere. Per cui i motivi di preoccupazione non mancano. Lo si è visto negli incontri organizzati dalla categoria in questi ultimi mesi. Ma il bilancio dare/avere alla fine sarà positivo perché, con la scomparsa del cliente acquisito, le compagnie saranno in concorrenza tra loro nella stessa agenzia e dovranno sfornare nuovi prodotti e a prezzi competitivi e gli agenti dovranno organizzarsi e giocare la carta della professionalità e del servizio. Il mondo assicurativo cambierà e a tutto vantaggio, una volta tanto, degli assicurati. Si spera solo che l'Isvap, assorbita nella Consob, continui il lavoro svolto per oltre 20 anni.



Gli agenti fanno i conti con il plurimandato

´La caduta e il divieto delle clausole di esclusiva di marchio, che vincolavano l'agente di assicurazione a promuovere i prodotti di una sola compagnia mandante, è una importante ed efficace misura di liberalizzazione del mercato assicurativo'. A dirlo è Tristano Ghironi, storico presidente dello Sna, Sindacato nazionale agenti di assicurazione, una delle due organizzazioni di categoria degli agenti. ´Col passaggio dal mono al plurimandato certamente si accrescono le responsabilità verso il pubblico degli assicurati, poiché con il plurimandato aumenta le sue implicite incombenze di consulenza assicurativa, da esercitare sempre all'insegna della più totale buona fede'.

Domanda. Le provvigioni precontate agganciate alle decennali adesso scompariranno

Risposta. In quanto libero dal vincolo della decennalità contrattuale, l'assicurato sarà destinatario, ancora di più, di soluzioni assicurative mirate ai suoi bisogni ed alla sua propensione al rischio. Questo tornerà a vantaggio della professionalità dell'agente, della qualità delle garanzie offerte e soprattutto della concorrenza tra imprese. Sul problema della rescindibilità della durata decennale dei contratti il Sindacato sta valutando le difficoltà derivanti alla struttura distributiva facente capo alle agenzie, remunerata col sistema del preconto provvigionale.

D. Spariranno le piccole agenzie?

R. È presto per ipotizzare scenari di concentrazione. Indubbiamente le agenzie dovranno organizzarsi autonomamente per quanto riguarda l'aspetto della formazione della rete dei collaboratori e della indipendenza del sistema informatico. La concentrazione delle agenzie, che sembrava un indirizzo costante di qualche anno fa, spinto soprattutto dalle compagnie alla ricerca del volume di incassi, ora sembra arrestata e il plurimandato, se correttamente gestito, potrà dare spazio a tutte le realtà, grandi e piccole.

FONTE: Milano Finanza

 
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